Firenze 2-5 giugno
DIVINO TUSCANY si apre con il concerto di Joshua Bell, grande virtuoso della musica internazionale che torna a Firenze dopo tanti anni e il debutto dell’Orchestra del Sole, ensemble di talenti provenienti dalle migliori orchestre italiane
Una data eccezionale quella del 2 giugno, Joshua Bell infatti torna a Firenze da dove mancava da tantissimi anni.
Definito dal settimanale americano People una delle 50 persone più belle al mondo, nonché ‘leggenda vivente dell’Indiana’, il violinista americano Joshua Bell, quarantenne, unisce sensualità e fascino a un talento musicale fuori dalla norma. Ha più volte affermato che la musica può davvero dare una visione di Dio ed effettivamente il suo aspetto angelico, unito al suo tocco virtuoso ed etereo, rende ogni sua interpretazione indimenticabile.
Un carisma e un’ eleganza singolari, che oggi, a poco più che 40 anni, lo hanno portato ad occupare un posto d’onore nella rosa dei grandi virtuosi del violino. Enfant prodige, iniziò ad affascinare il pubblico già dal suo debutto ufficiale a livello internazionale, alla Carnegie Hall, nel 1985 con la Saint Louis Symphony Orchestra.
Vincitore di importanti premi, tra cui il Grammy Award e l’ Echo Klassik Award ha consolidato il suo successo anche interpretando la colonna sonora del film Il violino rosso che ha poi vinto il premio Oscar.
DIVINO TUSCANY si apre con l’esibizione di Joshua Bell, attualmente conosciuto come uno dei violinisti più validi ed eclettici della scena internazionale, vincitore del prestigioso Grammy Award.
Bell nel raffinato Teatro della Pergola offrirà al pubblico l’interpretazione un classico della letteratura violinistica di tutti i tempi: Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi, tra l’altro incisi dal violinista, sempre in veste di solista e direttore, al fianco dell’Orchestra Academy of St. Martin’s per un CD della Sony Classical.
Le Stagioni fanno parte della raccolta dei dodici concerti che formano Il Cimento, pubblicata la prima volta ad Amsterdam presso Le Cène e dedicata al conte Wenzel von Morzin (cugino del futuro protettore di Haydn). In questi concerti, notevole è l’uso strumentale e coloristico che Vivaldi fa degli archi. La sua ingegnosità nell’inventare nuovi timbri, e nuovi accostamenti, sembra non avere limiti. Tutte le tecniche d’arco sono presenti: gli energici unisoni per la tempesta, la sordina per gli uccelli, il contrasto frequente tra arco e pizzicato, le corde pizzicate. I sonetti che introducono i singoli concerti sono di autore ignoto e furono composti verosimilmente in un periodo successivo, con l’intento di fissare le immagini descritte da Vivaldi attraverso la musica. In realtà si tratta di quattro concerti distinti, scritti sulla scorta di altrettanti sonetti di autore ignoto (riportati dal compositore in partitura, all’inizio di ogni Stagione), ispirati ciascuno ad una stagione dell’anno ed esempio lampante di musica descrittiva.
Nella Primavera la musica descrive i singoli eventi della Primavera: il canto degli uccelli, il temporale e nella danza finale il violino solista rappresenta un pastore addormentato, le viole il latrato del fedele cane e le foglie fruscianti sono interpretate da altri violini.
Nell’Estate, il concerto di più grande impatto descrittivo, la tempesta estiva è protagonista e la si sente avvicinarsi da lontano fino a scoppiare nel finale in tutta la sua violenza. Il pastore spaventato dal temporale improvviso è descritto dall’assolo.
L’Autunno è dedicato al vino e a Bacco. L’autore riproduce i sintomi dell’ebbrezza provocata dal vino mentre nel movimento centrale, dal titolo i “Dormienti ubriachi”, si gode il clima trasognato e tranquillo conseguente a una festa. Il terzo movimento, infine, descrive i ritmi animati della caccia.
L’Inverno, dai toni pastorali, viene descritto in tre momenti: l’azione violenta del vento gelido (allegro non molto), il secondo movimento, tra i più celebri de Le quattro stagioni, della pioggia che cade lenta sul manto ghiacciato (largo) e la serena accettazione del clima rigido invernale (allegro).
Mozart compose il Divertimento in Re maggiore K 136 nel 1772 a Salisburgo, all’età di sedici anni.
Al genere brillante del divertimento, solitamente privo di forma prestabilita, il giovane compositore affiancò la struttura tipica della sinfonia all’italiana, quella ripartita in tre movimenti.
Il Divertimento K136, soprannominato “sinfonia salisburghese”, è costituito di un Allegro, un Adagio ed un Presto, ciascuno regolato secondo il principio strutturale della forma sonata e contraddistinto da una straordinaria eleganza melodica ed una notevole varietà ritmica.
L’opera non è di così facile collocazione in quanto si attiene allo spirito del divertimento ma non alla sua forma; è costituito di fatto solo di tre movimenti con il secondo lento. Non si tratta neppure di un quartetto perché, sebbene sia scritto per quattro strumenti, manca del caratteristico linguaggio cameristico.
Il compositore a soli sedici anni propone in definitiva una sua scuola e un suo modello scrivendo di fatto musica sinfonica attraverso l’assemblaggio di alcuni strumenti (mancano ad esempio corni ed oboi per essere assimilato alla sinfonia italiana). È formato da 3 tempi: il primo movimento (allegro), che richiede impegno virtuosistico agli esecutori, ha un impianto ritmico travolgente senza difettare di luminose melodie.
L’andante è più riflessivo ma la melodia continua a mantenere la luminosità che aveva nel primo tempo.
Il terzo tempo (presto) si apre in sordina per riecheggiare i temi già esposti nei primi due movimenti ma elaborati questa volta in chiave contrappuntistica.
giovedì 2 giugno, ore 20.00, Teatro Della Pergola, Firenze
Vivaldi, Le Quattro Stagioni op.8, nos.1-4
Mozart, Divertimento in D major, K.136
- PREZZI
Platea Euro 36 - Palco Euro 30
- Galleria Euro 24
BIOGRAFIA
Joshua Bell. Violinista statunitense, nasce come un enfant prodige e attualmente e considerato uno dei virtuosi più validi della scena internazionale. Sotto la guida del suo maestro, il grande Josef Gingold, inizia a stupire il pubblico già dall’età di 14 anni.
A 18 anni Joshua firma il suo primo contratto di registrazione con la London/Decca, incidendo gran parte del repertorio classico per il violino. L’anno 1996 vede l’inizio della sua collaborazione con la Sony Classical.
Violinista eterogeneo, Joshua ha eseguito tutta la musica per violino solo per la colonna sonora del film ‘Il violino rosso’ di John Corigliano, che vinse l’Oscar per la migliore colonna sonora originale. Il violinista ha ricevuto il Grammy Award e un Mercury Music Prize per la sua registrazione del Concerto per violino di Nicola Maw, che è stato composto per lui e diretto da Sir Roger Norrington alla testa della London Philharmonic Orchestra.
Numerose le sue collaborazioni con notissime orchestre, quali, tra le altre, la Pacific Symphony, la New York Philharmonic e le Orchestre Sinfoniche di Boston, Chicago e San Francisco. Nel 1989 Bell riceve l’Artist Diploma in Violin Performance all’Indiana University, e due anni dopo, nella stessa università il Distinguished Alumni Service Award. Il violinista è stato nominato “Leggenda vivente dell’Indiana” e ha ricevuto l’Arts Award del governatore dello stato. Attualmente il violinista fa parte dell’Artist Committee of the Kennedy Center Honors.
Joshua Bell suona un violino Stradivarius del 1713, il Gibson ex Huberman.
INFO www.divinotuscany.com
Per l’acquisto biglietti
numero verde 800977627


